From: Francesca Vetri <Francesca.Vetri@mi.infn.it>
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Date: Fri, 08 Mar 2002 14:10:00 +0100

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in data odierna 8 Marzo 2002 é stato affisso agli albi INFN.
                Il Servizio di Direzione

ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE






Codice disciplinare

(art. 28 del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro 1998-2001 per il
personale del comparto delle Istituzioni e enti di ricerca e
sperimentazione)






1.      Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle
sanzioni in relazione alla gravità della mancanza ed in conformità di
quanto previsto dall'art. 55 del D. Lgs n. 165/2001, il tipo e l'entità
di ciascuna delle sanzioni sono determinati in relazione ai seguenti
criteri generali:
a)      intenzionalità del comportamento, grado di negligenza,
imprudenza o
imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità
dell'evento;
b)      rilevanza degli obblighi violati;
c)      responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata dal
dipendente;
d) rilevanza del danno o grado di pericolo arrecato all'Ente, agli
utenti o a terzi e del disservizio determinato;
e)      sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con
particolare
riguardo al comportamento del lavoratore nei confronti dell'Ente, degli
altri dipendenti e degli utenti, nonché ai precedenti disciplinari
nell'ambito del biennio previsto dalla legge;
f)      concorso nell'infrazione di più lavoratori in accordo tra loro; 

2.      La recidiva nelle infrazioni previste ai commi 4 e 5, già
sanzionate
nel biennio di riferimento, comporta una sanzione di maggiore gravità
tra quelle previste nell'ambito dei medesimi commi.

3.      Al dipendente responsabile di più infrazioni compiute con unica
azione od omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate ed
accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista
per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con
sanzioni di diversa gravità.

4.      La sanzione disciplinare del rimprovero verbale viene comminata
nel
rispetto della dignità personale del dipendente per le infrazioni di cui
al presente comma, quando esse siano di lieve entità. Le sanzioni
disciplinari, dal rimprovero scritto al massimo della multa di importo
pari a quattro ore di retribuzione, si applicano, graduando l'entità
delle sanzioni in relazione ai criteri di cui ai commi 1 e 2, per le
seguenti infrazioni:
a)      inosservanza delle disposizioni di servizio, dell'orario di
lavoro e
delle norme da osservare in caso di malattia;
b)      condotta non conforme a principi di correttezza verso l'Ente,
gli
altri dipendenti, gli utenti o i terzi;
c)      negligenza nell'esecuzione dei compiti assegnati o nello
svolgimento
dell'attività di ricerca, fatto salvo, peraltro, quanto previsto
dall'art. 60, comma 1, o nella cura dei locali o altri beni strumentali
a lui affidati in ragione del servizio e alla cui custodia e vigilanza
egli sia tenuto in relazione alle sue responsabilità;
d)      inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli
infortuni
e di sicurezza sul lavoro, quando non ne sia derivato un pregiudizio per
il servizio o per gli interessi dell'Ente o di terzi;
e)      rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela
del
patrimonio dell'Ente, nei limiti previsti dall'art. 6 della legge n.
300/70;
f)      insufficiente rendimento nell'assolvimento dei compiti
assegnati,
tenuto conto dei carichi di lavoro, laddove previsti;
g)      altre violazioni dei doveri di comportamento non ricomprese
specificamente nelle lettere precedenti da cui sia derivato disservizio
ovvero danno o pericolo per l'Ente, per gli utenti o per terzi;
h)      svolgimento, durante le assenze per malattia o infortunio, di
attività che ritardino il recupero psico-fisico. 
L'importo delle ritenute per multa sarà introitato nel bilancio
dell'Ente e destinato ad attività sociali a favore dei dipendenti.

5.      La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con
privazione della retribuzione fino a un massimo di 10 giorni si applica,
graduando l'entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al
comma 1, per:
a)      recidiva nelle mancanze previste dal comma 4, che abbiano
comportato
l'applicazione del massimo della multa;
b)      particolare gravità delle mancanze previste al comma 4;
c)      assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o
arbitrario
abbandono dello stesso; in tali ipotesi, l'entità della sanzione è
determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono del
servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione
dei doveri del dipendente, agli eventuali danni causati all'Ente, agli
utenti o ai terzi;
d)      ingiustificato ritardo, fino a dieci giorni, nel raggiungere la
sede
assegnata dall'Ente;
e)      testimonianza falsa o reticente nell'ambito di procedimenti
disciplinari;
f)      comportamenti minacciosi, gravemente ingiuriosi, calunniosi o
diffamatori nei confronti di altri dipendenti, degli utenti o di terzi;
g)      responsabilità in alterchi con ricorso a vie di fatto negli
ambienti
di lavoro, nei riguardi di altri dipendenti, utenti o terzi;
h)      manifestazioni denigratorie nei confronti dell'Ente, fatte salve
le
manifestazioni di libertà di pensiero ai sensi dell'art. 1 della legge
n.300 del 1970;
i)      atti e comportamenti, ivi comprese le molestie sessuali, lesivi
della
dignità della persona;
j)      violazione di doveri di comportamento non ricompresi
specificatamente
nelle lettere precedenti da cui sia comunque derivato grave danno
all'Ente, agli utenti o a terzi.

6.      La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso si
applica
per violazioni di gravità tale da compromettere gravemente il rapporto
di fiducia con l'Ente e da non consentire la prosecuzione del rapporto
di lavoro, quali:
a)      recidiva plurima, per almeno tre volte nell'anno, nelle mancanze
previste dal comma 5, anche se di diversa natura, ovvero recidiva, nel
biennio, in una mancanza, tra quelle previste nel medesimo comma, che
abbia comportato l'applicazione della sanzione di dieci giorni di
sospensione dal servizio e dalla retribuzione, fatto salvo quanto
previsto al comma 7 lett. a);
b)      occultamento, da parte del responsabile della custodia, del
controllo
o della vigilanza, di fatti e circostanze relativi ad illecito uso,
manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di pertinenza
dell'Ente o ad esso affidati;
c)      rifiuto espresso e reiterato al trasferimento disposto per
motivate
esigenze di servizio;
d)      assenza ingiustificata ed arbitraria dal servizio per oltre
dieci
giorni lavorativi consecutivi;
e)      persistente insufficiente rendimento fatto salvo quanto previsto
dall'art. 46, comma 1, ovvero atti o comportamenti che dimostrino grave
inefficienza del dipendente nell' adempimento degli obblighi di
servizio, rispetto ai carichi di lavoro, laddove previsti;
f)      responsabilità penale, risultante da condanna passata in
giudicato,
per delitti commessi fuori del servizio e pur non attinenti in via
diretta al rapporto di lavoro, ma che per la loro specifica gravità non
siano compatibili con la prosecuzione del rapporto.

7.      La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso si
applica
per infrazioni dei doveri di comportamento, anche nei confronti di
terzi, di gravità tale da compromettere irreparabilmente il rapporto di
fiducia con l'Ente e da non consentire la prosecuzione, neanche
provvisoria, del rapporto di lavoro, quali:
a)      recidiva nella responsabilità di alterchi negli ambienti di
lavoro
con ricorso a vie di fatto nei confronti di superiori o di altri
dipendenti ovvero di terzi;
b)      accertamento che l'impiego è stato conseguito mediante la
produzione
di documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti;
c)      condanna passata in giudicato: 
c1)     per i delitti di cui all'art. 58, comma 1, lettere a), b), c),
d),
e) del D. Lgs. n. 267/2000;
c2)     per gravi delitti commessi in servizio; 
d)      condanna passata in giudicato quando dalla stessa consegua
l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

8.      Il procedimento disciplinare, ai sensi dell'art. 27, comma 3
deve
essere avviato anche nel caso in cui sia connesso con procedimento
penale e rimane sospeso fino alla sentenza definitiva. La sospensione è
disposta anche ove la connessione emerga nel corso del procedimento
disciplinare. Qualora l'Ente venga a conoscenza di fatti che possano dar
luogo ad una sanzione disciplinare solo a seguito della sentenza
definitiva di condanna, il procedimento disciplinare è avviato nei
termini previsti dall' art. 27, comma 3, dalla data di conoscenza della
sentenza.

9.      Il procedimento disciplinare sospeso ai sensi del comma 8 è
riattivato entro 90 giorni da quando l'Ente ha avuto notizia della
sentenza definitiva. Trova applicazione l'art. 5, comma 4, della legge
n. 97/2001.

10.     Al codice disciplinare di cui al presente articolo deve essere
data
pubblicità mediante affissione in luogo idoneo accessibile e visibile a
tutti i dipendenti. entro quindici giorni dalla data di cui all'art. 2,
comma 2. Tale forma di pubblicità è tassativa e non può essere
sostituita da altre. Il codice disciplinare si applica dal quindicesimo
giorno successivo a quello dell'affissione.
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