Un altro sguardo alle cariche
oscillanti
Non sono sicuro di capire cosa
intendi per "oscillazione".
Come si lega il modello dell'atomo di
Bohr con le cose di cui parlavamo prima?
Tu hai paragonato le "cariche
oscillanti" a delle molle; come si
accorda questo con l'idea di Bohr dei
salti fra orbite? |
Torniamo indietro un attimo ad
un modello atomico precedente--niente
paura, l'abbiamo già incontrato. Ti
ricordi quando cercavi di capire le orbite,
e io ti dissi che avevi creato una
versione semplificata di un atomo? |
Era solo un elettrone che orbitava intorno ad
un protone. |
|
Esatto; in questo modello (che a
volte viene chiamato "modello di
Rutherford"), un atomo è costituito
da elettroni che orbitano attorno ad un
nucleo, esattamente come fanno i pianeti
intorno al sole. Gli elettroni si
mantengono sulle loro orbite grazie alla
forza elettrica, proprio come i pianeti
rimangono nelle loro grazie alla
gravità, e l'atomo assomiglia ad un
sistema solare in miniatura. Questo è un
modello "classico", poichè non
usa nessuna idea quantistica, solo la
meccanica Newtoniana applicata al caso di
forze elettriche. |
Rutherford |
 |
Quindi il modello di Rutherford
è legato all'idea della "carica su
una molla"? |
Certamente. Un elettrone che
orbita attorno ad un nucleo compie un
moto periodico, proprio come la carica su
una molla che abbiamo visto prima.
Entrambi compiono un moto armonico
semplice; se proietti il moto
dell'elettrone orbitante in una
dimensione, apparirà proprio come
una massa che oscilla su una molla. |
|
Quindi, se un elettrone sta
orbitando, si può dire che stia
"oscillando" con una certa
frequenza, che dipende dal raggio
dell'orbita. Questo è sensato. Ma quando
abbiamo discusso la "carica su una
molla", tu hai detto che se un
elettrone oscilla con una certa
frequenza, emette radiazione
elettromagnetica con quella frequenza.
Quindi, se noi prendiamo, ad esempio, un
atomo di idrogeno con un elettrone che si
muove su un'orbita di raggio fissato,
questo emetterebbe continuamente radiazione--non
può andare bene. |
Sì, il modello di Rutherford ha
diversi problemi fondamentali. Prima di
tutto, non c'è nessun motivo per cui
l'orbita di un elettrone non possa avere
tutti i raggi, e dunque tutte le
frequenze, possibili. Questo contraddice
in modo palese l'evidenza sperimentale
delle righe spettrali. |
Non è proprio questo il motivo
che spinse Bohr a immaginare che gli
elettroni fossero costretti a percorrere
solo certe orbite speciali? |
Sì, quella è una soluzione
parziale. Assumiamo che l'orbita di un
elettrone, per una qualche misteriosa
ragione, possa avere solo certi raggi
discreti. Ora supponiamo che un elettrone
stia tranquillamente girando in una di
queste orbite permesse. Come dicevi
prima, l'elettrone sta
"oscillando", quindi dovrebbe
emettere radiazione. Diciamo che emette
un'onda elettromagnetica della frequenza
corrispondente. Va tutto bene finchè non
prendiamo in considerazione l'energia
contenuta in quell'onda... |
Le onde hanno energia? |

Clicca sull'immagine per
andare all'applet. |
Diamo ancora
un'occhiata alla carica oscillante. Vedi
che, quando l'onda raggiunge la carica
negativa a sinistra, quella carica
comincia ad andare su e giù? La carica +
non ha mai toccato quella negativa; solo l'onda
l'ha fatto.
|
Se l'onda ha fatto muovere la
carica di sinistra, vuol dire che ha
portato energia dalla carica + alla
carica -. |
Dunque l'onda in movimento
contiene energia... e l'energia si
conserva. |
Allora, per emettere l'onda,
l'elettrone deve perdere un po' della sua
energia. |
 |
Esattamente; l'elettrone dovrebbe
rallentare, il che farebbe diminuire la sua
energia cinetica. Ma se così facesse, non
sarebbe in grado di rimanere su un orbita di
raggio fissato; finirebbe sempre più vicino al
nucleo. (Nota: questo è quello che succede in
realtà per corpi macropscopici in orbita; le
stelle di un sistema binario, ad esempio, si muovono lentamente a
spirale l'una verso l'altra, poichè mentre
orbitano emettono energia sotto forma di onde
gravitazionali.) |
|
E nel frattempo l'elettrone
continuerebbe a orbitare, emettendo
perciò un'altra onda (ad una frequenza
diversa), e questo farebbe avvicinare la
sua orbita al nucleo ancora di più...quando
dovrebbe finire tutto questo? |
Non finirebbe. L'elettrone
continuerebbe a spiraleggiare fino a
cadere sul nucleo, e a quel punto non
esisterebbe più l'atomo. Quindi, se
l'immagine classica fosse corretta, gli
atomi sarebbero altamente instabili, e
qualunque cosa fatta di atomi non
potrebbe esistere per più di qualche
frazione di secondo. Tu ed io non
potremmo fare questa discussione, se non
fosse per la meccanica quantistica. |
OK, mi sembra di capire che il
modello di Bohr e quello di Rutherford
non hanno niente in comune. L'immagine
classica di Rutherford era completamente
sbagliata, quindi Bohr dovette inventarsi
qualcosa di completamente nuovo. |
Beh...sì e no. Il modello
classico non è corretto, ma ci sono dei
casi nei quali si applica il principio di
corrispondenza. Proprio come la meccanica
Newtoniana, a basse velocità, è una
buona approssimazione di quella
relativistica, il modello di Rutherford
è una buona approssimazione di quello di
Bohr nel caso di livelli energetici molto
"densi", molto vicini fra di
loro. |


|